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Cosa Vedere

A Passeggio Per Il Borgo
Palazzo Estense E Giardini (Palazzo Ducale)
Le Castellanze
Le Ville, Per tutto il mese di marzo visite guidate gratuite a Villa e collezione Panza
Il Sacro Monte
Il Campo Dei Fiori
Il Lago E L’isola Virginia

Varese, ridente cittadina capoluogo dell’omonima provincia, si trova ai piedi delle prealpi lombarde circondata da numerosi laghi in un panorama paesaggistico in cui il verde e la natura fanno da padrone. E’ conosciuta al mondo infatti come la “città giardino”, anche se sarebbe più appropriato definirla la “città dei giardini”, per via dei parchi delle numerose ville che nei secoli sono state costruite dalle famiglie aristocratiche milanesi che scelsero Varese come luogo di delizia e vacanza. Molti i viaggiatori che nei secoli sono rimasti affascinati da Varese e dal suo territorio, da Nicolò Sormani che nel 1700 definì Varese “dell’Insubria vago giardino”, a Gabriel Fauré che nel 1921 scrisse di un suo viaggio in Italia affermando che “Varese è veramente incantevole e i suoi dintorni sono fra i più incantevoli della Lombardia”, a Stendhal che definì Varese “la Versailles di Milano”. Famosi sono i dipinti di metà settecento dalla “Gazzada” del pittore Bernardo Bellotto e conservati all’accademia di Brera: le alpi che fanno da cornice al lago, le colline e il sacro monte: un incanto, uno dei paesaggi più belli al mondo quello che trova il viaggiatore proveniente da Milano.
E’ agli inizi del ‘900 che Varese visse uno dei periodi più belli dal punto di vista turistico: nacquero i grands hotels, il kursal (andato perso purtroppo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale) i tram e le funicolari. Col passare degli anni molto è cambiato ma fortunatamente è rimasto questo fascino di “bella epoque”.
Ogni stagione è bella per visitare Varese: in inverno, durante le giornate fredde e terse che sembrano quasi accorciare le distanze con le alpi, col monte rosa e i laghi che diventano specchi dello stesso colore del cielo. L’autunno e la primavera, quando la natura è piena di colori e il paesaggio sembra un’acquerello. L’estate, quando soffia la brezza dei laghi e ci si dimentica per un istante di essere a pochi chilometri da Milano.

A Passeggio Per Il Borgo
Il centro storico di Varese si snoda attorno a piazza San Vittore, piazza Montegrappa, piazza del podestà e piazza Carducci e lungo corso Giacomo Matteotti e i suoi caratteristici portici, ricordo della tradizione mercantile che contraddistinse la città per tutto il medioevo. E’ questo il salotto di Varese, dove si trovano i locali di ristoro e le maggiori boutique di moda.
Numerosi i monumenti presenti:
Basilica di San Vittore e torre campanaria del Bernascone
Battistero di San Giovanni
Palazzo Biumi
Palazzo del Podestà
Broletto
Convento di Sant’Antonino (casa Veratti)
Casa Perabò
Chiesa di San Martino
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di Sant’Antonio Abate alla Motta

Palazzo Estense E Giardini (Palazzo Ducale)
Appena fuori il borgo, superata quella che era porta Campagna, in località “campagnola” (oggi Via Sacco) Francesco III d’Este, Duca di Modena e Governatore di Milano per conto di Maria Teresa d’Austria, dopo essere stato a Varese nel 1755, ospite dei Menafoglio, rimase talmente affascinato dalla città che decise di chiedere Varese in feudo a Maria Teresa d'Austria. La sua richiesta venne presto esaudita; egli fece ampliare una palazzina da caccia di proprietà della famiglia Orrigoni e costruì la sua dimora di campagna. Il progetto, in stile neoclassico, venne affidato all’architetto milanese Giuseppe Bianchi . Nei giardini, costituiti da un parterre all’italiana e un giardino romantico all’inglese con numerosi giochi d’acqua vi sono rare e pregiate specie botaniche.

Le Castellanze
Il borgo di Varese è circondato da una serie di castellanze che negli anni, tramite la cosiddetta “civiltà di ville”, hanno creato tra loro un unico tessuto urbano.
Biumo Inferiore
E’ collegata al centro cittadino dalla “passeggiata Dandolo” un viale alberato frutto della donazione del conte Dandolo al comune di Varese a metà ottocento. Nel nucleo storico troviamo la chiesa della Madonnina in prato e la Villa Orrigoni.
Biumo Superiore
E’ questa forse la castellanza più significativa di Varese, la cosiddetta “acropoli”, sopra uno dei tanti colli della città giardino. Biumo Superiore è un insieme unico di ville patrizie, la maggior parte ancora private.
Sant’Ambrogio
E’ questa la frazione di Varese che ha avuto un notevole sviluppo dalla fine dell’800 agli anni ‘30 del 900 e dove lo splendore della “civiltà di villa” non più aristocratica, ma medio-borghese, ha raggiunto la sua massima espressione. Passeggiare per le viuzze di Sant’Ambrogio tra ville e villini con annessi giardini è come stare in un museo del Liberty a cielo aperto.
Bosto
Monumento di notevole rilevanza è la chiesetta di Sant'Imerio, edificio d'età romanica, oltre alle Ville Visconti di Montalbano e De Cristoforis San Pedrino.
Capolago
Si tratta di un antico insediamento, famoso per un'importante abbazia, oggi derelitta. Composto da antiche case, l'edificio religioso più importante è la parrocchiale, dedicata alla SS. Trinitá.
Velate
Un tempo centro importante sia strategicamente che per la salita al Sacro Monte, è divenuto poi frazione del comune di Varese. Rimane posteriore a quel periodo una Torre, residuo delle fortificazioni del limes prealpino e oggi di proprietà del F.A.I. La sua costruzione risalirebbe al periodo tra il X e l'XI secolo; le ingiurie del tempo e i crolli avvenuti ne hanno lasciata intatta solo la parete rivolta ad est.


Le Ville
Non in molti sanno che Varese è circondata da sette colli proprio come Roma dove, nei secoli, l’aristocrazia prima e poi la borghesia milanese hanno costruito le loro ville di campagna.
Biumo Superiore raccoglie la maggior parte di queste ville, molte ancora private, come Villa San Francesco, la cui facciata fu progettata dal Pollack, Villa Orrigoni detta “la torre piatta”, Villa Mozzoni “le quaranta colonne” per via dell’ampio porticato, Villa Dandolo, Villa “il Pindo” ecc.
Il complesso delle Ville Ponti (Villa Andrea Ponti e Villa “la napoleonica”, di proprietà della camera di commercio di Varese) è accessibile al pubblico. Il parco Ponti raccoglie diverse specie botaniche, tra cui un cedro himalayano, e gode di un’ampia vista sul borgo.
La settecentesca Villa Menafoglio Litta Panza circondata da un meraviglioso giardino all’italiana, oggi proprietà del F.A.I., raccoglie la collezione di arte contemporanea frutto della donazione del Conte Panza di Biumo. Un esempio unico al mondo di come l’arte moderna possa fondersi creando magiche atmosfere con lo stile settecentesco dell’architettura, gli arredamenti classici e sculture precolombiane. Negli appartamenti e nel salone impero si trovano opere di artisti internazionali della seconda metà del ‘900 come Sims, Simpson, Ruth Ann Fredenthal, Ettore Spalletti, Ford Beckman. I rustici ospitano la collezione d’arte ambientale del Conte Panza e le emozionanti installazioni di luce di Dan Flavin; suggestivo il “Varese Corridor”.
Altre le ville attorno al borgo, come Villa Visconti Montalbano, Villa Bossi Baroggi, Villa Molinari Craven, Villa “la Quiete”, Villa San Pedrino a Bosto. Tra quelle aperte al pubblico Villa Morosini Recalcati a Casbeno, oggi sede della prefettura e provincia e fino a qualche decennio fa grand hotel “excelsior” dove spiccano nel raccolto parterre all’italiana “les palmiers de la terrasse”.
Sul colle Miogni (via Montello) Villa Torelli Mylius, da poco comunale e un tempo di proprietà della famiglia di ingegneri milanesi progettisti di linee tranviarie, un mirabile patrimonio botanico immerso a poche centinaia di metri dal centro cittadino.
A Sant’Ambrogio, Villa Toeplitz, anch’essa comunale, vanta un caratteristico giardino eclettico con stupendi giochi d’acqua un tempo uniti a spettacolari giochi di luce.
La Villa Mirabello, cui si accede da piazza della Motta o dai giardini estensi, denominata così per via della incantevole vista sui laghi, è sede dei musei civici della città e della pinacoteca. Si trovano i momenti salienti della storia del territorio, dalle testimonianze preistoriche dell’isola Virginia, all’età del ferro di “Golasecca”, all’età romana, medioevale fino all’epoca garibaldina.

Il Sacro Monte
“Verso sera salimmo alla Madonna del Monte, i muli scivolavano spesso sui sassi del percorso. Quando ci voltammo la vista che si aprì ai nostri occhi era meravigliosa: vedevamo sette laghi.”
(Stendhal-Roma, Napoli, Firenze 1817)
Patrimonio dell’umanità dal 2004, il borgo medioevale di Santa Maria del Monte sopra Varese era comune autonomo fino al 1927.
La via sacra, che dalla prima cappella sopra Sant’Ambrogio conduce alle porte del borgo fu voluta da un frate cappuccino, padre Aguggiari e dal Cardinal Federico Borromeo negli anni della controriforma.
Quattordici cappelle rappresentano i misteri della passione di Cristo, decorate e abbellite da pittori e scultori locali come il Morazzone.
Alla terza cappella, Renato Guttuso che era molto legato a Varese, tanto da trascorrervi nella villa di Velate molti anni della sua vita, dipinse la Fuga dall’Egitto.
E’ possibile salire al borgo tramite una funicolare costruita nei primi del’900 e riattivata negli ultimi anni; dalla stazione di valle presso la prima cappella al Vellone in un viaggio di pochi minuti all’indietro nel tempo si raggiunge la stazione liberty a pochi passi dal santuario di santa Maria, dove è conservata la famosa madonna nera.
Nelle adiacenze del santuario si trovano il museo Pogliaghi, che ospita opere di età egizia e romana e il museo Baroffio dell’arcidiocesi di Milano che raccoglie numerose opere liturgiche e archeologiche.
Nelle storiche caffetterie ricordi di una Milano o Vienna di inizio secolo.
Un borgo magico, sospeso tra i laghi e i monti, tra quiete e serenità.

Il Campo Dei Fiori
Parco regionale, è la prima montagna delle prealpi arrivando dalla pianura; camminando nei sentieri tra castagni e abeti si ammira un panorama che, nelle giornate limpide, spazia da Cremona a Torino.
Fino agli anni ’60 nelle stupende ed eleganti stanze del “Grand Hotel”, progettato e costruito in epoca liberty da Giuseppe Sommaruga, alloggiavano aristocratici, magnati ed industriali di tutta Europa. Nella punta più alta si trova la “cittadella delle Scienze e della natura”, l’orto botanico e l’osservatorio metereologico.

Il Lago E L’isola Virginia
Giungendo da Milano lo scenario montano e lacustre che si presenta al viaggiatore lo coglie imprevisto: un quadro, le alpi cornici di verdi colline che degradano verso il lago costellate da innumerevoli campanili ad indicare la sequenza dei vari centri abitati.
Il lago di Varese è lì, al centro del quadro, immobile, circondato da boschi, campagne e canneti.
E’ possibile passeggiare attorno al lago grazie alla pista ciclabile da poco terminata; si scoprono così quei campanili che dall’alto sembravano vuoti e lontani. Sono i paesi intorno al lago: Buguggiate, Azzate, Bodio Lomnago, Cazzago Brabbia, Biandronno, Gavirate, Comerio, Calcinate del Pesce. Ognuno col proprio passato rurale e mediovale, ville, castelli e chiese sconosciute.
E le darsene, quelle di Azzate, della Schiranna, Bodio e Gavirate da dove partono ancora i pescatori con le loro barche a remi.
Molti gli sport che si possono praticare attorno al lago, il ciclismo, jogging, caccia, pesca, voli in aliante all’aeroclub Varese, equitazione nel caratteristico borgo di Mustonate, lo sci d’acqua e il canottaggio alla Schiranna e a Gavirate, il birdwatching nella Palude Brabbia, oasi protetta dalla L.I.P.U.
Se si guarda attentamente verso ovest si scopre tra i canneti e le ninfee un isolotto: è l’ISOLA VIRGINIA, dedicata alla Contessa Virginia, consorte di Andrea Ponti.
Un ristoro con approdo barche (la partenza è a Biandronno) e una villa ora adibita a MUSEO PREISTORICO, (aperto da marzo a ottobre) frutto della donazione Ponti e testimonianza della civiltà palafitticola che dal neolitico all’età del ferro stazionò l’isola e le sponde limitrofe del lago, sono le uniche due costruzioni presenti, immerse in una straordinaria vegetazione lacustre.